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Il membro del team RESONATE Maximilian (Max) Steininger dell'Università di Vienna è uno degli autori di un nuovo entusiasmante studio pubblicato sulla rivista Nature Communications. L'articolo può essere consultato qui.

Utilizzando uno scanner fMRI, i ricercatori dell'Università di Vienna e dell'Università di Exeter hanno monitorato l'attività cerebrale di 49 partecipanti in Austria, mentre ricevevano dolore attraverso una serie di piccole scosse elettriche. Guardando video di una scena naturale rispetto a una città o a un ufficio al chiuso, i partecipanti non solo hanno riferito di provare meno dolore, ma le scansioni hanno mostrato che anche le risposte cerebrali specifiche associate all'elaborazione del dolore erano cambiate.

I nuovi risultati forniscono la prima solida spiegazione del motivo per cui i pazienti di Ulrich potrebbero aver provato meno dolore e dimostrano come gli incontri virtuali con la natura potrebbero portare questi benefici a chiunque, ovunque, fornendo un percorso non invasivo e accessibile per la gestione del dolore.

Abbiamo parlato con Max di questa nuova ricerca e delle implicazioni per il progetto RESONATE sulla terapia basata sulla natura.


C'è qualcosa nei risultati dello studio che ha sorpreso lei e gli altri ricercatori?

L'aspetto più sorprendente è stato capire come la natura aiuti ad alleviare il dolore. Inizialmente pensavamo che la spiegazione più probabile fosse l'effetto placebo o le aspettative delle persone. Ma i nostri dati neurali suggerivano qualcosa di diverso. A differenza dei risultati tipici della cosiddetta ricerca sul placebo, i cambiamenti nel cervello non riguardavano tanto il modo in cui le persone sentivano emotivamente il dolore. Invece, questi cambiamenti erano legati al modo in cui il cervello elaborava il dolore all'inizio, come ad esempio percepire la provenienza e la forza del dolore. Non si trattava tanto di emozioni o convinzioni, quanto di cambiamenti nei segnali legati agli aspetti fisici del dolore.

È molto emozionante vedere i risultati di questo studio. Come possono questi risultati informare la ricerca condotta all'interno di RESONATE sulla terapia basata sulla natura?

I risultati evidenziano che la natura può essere benefica sia per la nostra salute mentale che fisica. Il dolore è solo un esempio di come la natura possa fare la differenza. È importante notare che il dolore è complesso e influenzato da molti fattori diversi. La natura sembra essere un altro pezzo del puzzle che aiuterà le persone a gestire il dolore. Includendo la terapia basata sulla natura nel trattamento del dolore, possiamo ampliare i modi in cui la natura può essere utilizzata per migliorare la salute e il benessere.

L'esperimento ha utilizzato una natura virtuale ben progettata. Pensate che i risultati sarebbero diversi se venissero esposti ad ambienti naturali "reali", che a volte possono essere più "disordinati" e meno ben progettati? Oppure dovremmo iniziare a concentrarci sull'aggiunta di questo tipo di immagini negli ospedali e in altri siti?

Credo che i risultati possano essere ancora migliori con la natura "reale". Stiamo lavorando a una revisione sistematica degli studi sull'argomento e finora sembra che una natura più immersiva, che coinvolge più sensi contemporaneamente, possa essere ancora più efficace nel ridurre il dolore. La natura reale non offre solo panorami e suoni, come nel nostro studio, ma anche profumi, consistenze e molte altre sensazioni. Non c'è niente di meglio che sentire il sole caldo sulla pelle o percepire l'odore fresco di una foresta dopo la pioggia: esperienze che gli ambienti virtuali non possono replicare completamente. Detto questo, non sempre è possibile portare le persone nella natura "reale", soprattutto in ambito medico. In questi casi, la natura virtuale può essere un'ottima alternativa. Il nostro studio dimostra che il semplice guardare e ascoltare la natura virtuale può essere sufficiente a ridurre il dolore. Sembra un'opzione promettente per molti ambienti sanitari.